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Stanislao II Augusto: l'ultimo re di Polonia


Nato il 17 gennaio 1732 a Wołczyn, all'epoca parte della Confederazione polacco-lituana, in una famiglia della media aristocrazia polacca, ricevette un'educazione culturale molto vasta.


Nel 1754, all'età di vent'anni, compì diversi viaggi all'estero per completare la sua formazione, in particolare a Londra e a Parigi.

Proprio in occasione di uno di questi soggiorni, conobbe il diplomatico britannico Charles Hanbury Williams, che lo portò con sé alla corte di San Pietroburgo in qualità di suo segretario.


Fu lì che il giovane Poniatowski incontrò la donna che era destinata a cambiare la sua vita: Caterina Alekseevna, moglie dell'erede al trono di Russia e futura zarina con il nome di Caterina II. Stanislao se ne innamorò profondamente e ne divenne l'amante.

A causa di intrighi di corte, tuttavia, il giovane dovette lasciare la Russia e fece ritorno in Polonia.


Nel 1764 Poniatowski venne eletto re della Confederazione polacco-lituana (all'epoca la Polonia era una monarchia elettiva), grazie al supporto di Caterina, diventata nel frattempo zarina. Nelle intenzioni della Russia, Stanislao doveva essere un semplice burattino.

Ma egli, dotato di grande cultura e personalità intellettuale, tentò di riformare il suo stato.









Ritratto del re Stanislao II Augusto di Polonia

con l'abito dell'incoronazione, Marcello Bacciarelli


Fu infatti un grande mecenate delle arti e della cultura. Chiamò presso la sua corte numerosi artisti e intellettuali – soprattutto italiani–, avviò progetti architettonici per trasformare Varsavia in una moderna capitale europea, ristrutturando il Castello Reale e trasformando la residenza di Łazienki. Promosse notevolmente l'istruzione, ma anche lo sviluppo del teatro polacco e dell'astronomia. Da ricordare soprattutto l'istituzione della Commissione di educazione nazionale, il primo ministero dell'istruzione entrato in funzione al mondo, e la scuola militare dei Cadetti.


Le riforme culminarono nella Costituzione (la prima d'Europa!) promulgata il 3 maggio 1791, alla cui stesura il re partecipò attivamente.

La Costituzione, Jan Matejko (1891)

Purtroppo però la Prussia, l'Austria e la Russia, approfittando delle tradizionali divisioni e delle fragilità del sistema politico da tempo vigente, fecero di tutto per ridimensionare lo stato polacco. Stanislao Augusto non riuscì a impedire le tre spartizioni della Polonia, che culminarono nel 1795 con la scomparsa della Confederazione dalle carte geografiche.

Stanislao dovette abdicare e trascorse il resto della sua vita in Russia, da prigioniero, fino alla morte (1798).


Poniatowski è stato spesso oggetto di controversie nella storiografia (soprattutto polacca) per non essere riuscito a salvare la sua nazione, ma il suo contributo alla cultura Illuminista e le sue riforme furono centrali per l'identità polacca, oltre che per la storia europea.


Vissuto in un'epoca tranquilla, sarebbe passato alla storia come un grande sovrano. Incapace di collera, generoso, liberale, sempre incline al perdono, dotato di straordinaria genialità, mancò però di fermezza e audacia, e la sua debolezza fu la sua rovina e la rovina della sua patria che pure amava intensamente. ~ Tencajoli


Per chi volesse approfondire consiglio i seguenti libri:

"The last king of Poland", Adam Zamoyski "The Polish-Lithuanian Commonwealth", Richard Butterwick "Poniatowski", Otto Forst de Battaglia

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